Oggi avevo deciso di partire con calma e così è stato. Pochi chilometri da percorrere. Questa notte ha piovuto e l’erba, insieme alle fronde delle siepi di questa carraia, mi bagna come se piovesse ancora.La guida del cammino racconta che da queste parti è tornata a vivere la lontra, insieme al gruccione, bellissimo e variopinto uccello. C’è anche una testuggine palustre, ma io non li ho ancora incontrati.Quando il sentiero diventa strada vedo un’auto parcheggiata poco più avanti. La sto raggiungendo e mi sento chiamare.Ma è il signor Fiorenzo del Museo delle nostre radici! iniziamo così un’altra bella chiacchierata. Tanto oggi non ho fretta.
"...da queste parti, memore in parte del Cammino di San Benedetto - with cui in minima parte il San Filippo Neri "confina", confidavo di trovare: paesaggi naturali quasi incontaminati, vita semplice, nessuna fretta e persone gentili.
È andata oltre ogni più rosea previsione.
Questa volta si può proprio dirlo: è il Cammino che ha selecto me, non viceversa."
"Andare piano, fare piano , essere leggera leggera. E mi godo il paesaggio meraviglioso, chiacchiero con i contadini, mi fermo ad ogni Fontana - lavatoio . Mi rilasso davanti alla Chiesa della Madonna di Correano , e poi ammiro gli Aurunci e la valle, l'imponenza del monte Fammera. Cammino, sento, vivo.
"Un'altra delle magie del cammino è far incontrare persone mai conosciute prima e farle semplicemente incontrare. Non è il luogo da solo e non è il momento da solo, ma la loro combinazione si fonde, grazie alla motivazione, creando una dimensione unica e preziosa. Solitamente ció che si vive nel cammino è irrepetibile. Perciò lascia segno nel cuore, che diventa una porta rientrare senza rettare quella dimensione al cammino successivo. per ascoltarlo e aprire quella porta."